Cotognata, antica e buona (anche al microonde)


Io non ho mai assaggiato la cotognata in vita mia, forse sono troppo giovane (see, certo, buonanotte). Però ne ho sempre sentito parlare da mia mamma, e ne ha sempre parlato con tono sognante. Ascoltando chi ne parla io mi son fatta l'idea che sia uno di quei cibi che ti evocano solo bei ricordi, anche perchè forse ti ricorda la tua infanzia, un po' come lo zucchero filato, e quindi automaticamente te li ricordi con piacere e ti suscitano subito sensazioni piacevoli. 
A volerla confessare tutta, sono così ignorante che le mele cotogne le ho viste rarissimamente in vita mia (al supermercato non esistono e non ho amici contadini generosi).
La settimana prima di Natale però, quando improvvisamente ovunque (anche al supermercato) appare frutta di ogni tipo-genere-foggia-specie-forma, ho visto dal mio fruttivendolo un cesto di queste mele: belle, gialle, dall'aspetto florido, con la foglia ancora attaccata, ad un prezzo che non mi ha causato svenimento subitaneo e allora ho chiesto informazioni. Il mio caro e sincero venditore, mi ha confessato che non riusciva a venderle perchè sono considerate "troppo complicate da gestire" e io allora, mossa a pietà da quelle povere mele succubi di atti di bullismo ed emarginazione ho fatto la splendida e ho detto: "ma le prendo tutte io!". 
Ecco, peccato però che nella mia ignoranza non avevo assolutamente idea di come si gestiscono davvero, e confermo che non è proprio una passeggiata, ma per fortuna tutto viene ripagato dalle soddisfazioni che regalano con il loro prodotto finale, questa famosa cotognata (altrimenti potete cuocerle di meno e fare la marmellata). 
Fatta a pezzetti e cosparsa di zucchero come caramelle poi chiuse in una bella scatola sono un regalo bellissimo e durano all’infinito, ma dipende tutto da quanto è golosa la vostra mamma! 

PS: Sbucciare e tagliare a fette questo tipo di mele è un compito davvero ingrato: a confronto la zucca è morbida come burro, quindi consiglio di saltare questa parte e di usare le mele intere (ne va della salute dei vostri polpastrelli!)

Ingredienti:
(la ricetta è un mix di quelle delle mie amiche Alessandra e Francesca )
1 kg di mele cotogne
zucchero semolato molto fine
1 limone
Lavare con molta energia le mele (bisogna eliminare la peluria che c’è sulla buccia) e metterle in una pentola grande con il fondo alto (se non volete che bruci tutto) coprendole con acqua e il succo di 1 limone. Saranno pronte quando riuscirete ad infilarci facilmente una forchetta, come si fa con le patate. Togliete buccia e torsoli e passateli velocemente al passaverdura, senza insistere molto. Poi passate per bene la polpa. A questo punto pesate il tutto e per ogni chilo aggiungete 500 gr di zucchero. Ora mettete tutta la polpa ottenuta e lo zucchero nella pentola di prima, a fuoco basso, fino a che si addensa. Se volete fare la marmellata regolatevi con “la prova del piattino” per capire quando la consistenza è giusta (si fa colare su un piattino freddo un po’ di marmellata e si vede se scivola via molto liquida o se non scivola ed è abbastanza densa). Se invece volete fare la cotognata continuate a far cuocere finchè il tutto sarà compatto e denso. A questo punto procuratevi degli stampi in cui la tua cotognata dovrà rimanere finchè sarà completamente essiccata. So che esistono stampi appositi in terracotta, ma si trovano soprattutto in Sicilia, io a Milano non li ho mai visti. Chiedendo in giro ho scoperto che o hai belle giornate di sole e la lasci sul balcone a seccare oppure la puoi lasciare anche una setimana con il brutto tempo e non succede niente. Allora ho deciso di usare il microonde per accelerare il procedimento. Ho usato dei contenitori di plastica adatta al microonde e ho messo uno strato di cotognata  non più alto di 1,5 - 2 cm (poi si ritira). Ho anche provato a usare stampi preformati tipo i portacubetti di ghiaccio: una schifezza, quando ho estratto la polpa si sono rovinate tutte le forme, quindi sconsiglio. Perchè bisogna farla essiccare da entrambi i lati, altrimenti sotto rimane umida. Ho usato anche dei piattini dei bambini, vanno benissimo: ho steso uno strato uniforme e ho messo nel microonde (non alla massima temperatura) continuando a farlo andare 2, 3 minuti per volta. E ho fatto questo procedimento più volte al giorno per due o tre giorni. Poi le ho girate tutte sottosopra (vi accorgete quando è asciutta perchè si stacca dai lati e riuscite a staccarla facilmente dal contenitore) e ho ripetuto lo stesso procedimento. Andate per tentativi, non usate la massima potenza o tempi troppo lunghi, altrimenti rischiate che si bruci o che diventi dura come caramello. Una volta essiccata del tutto fatela a pezzetti grandi quanto caramelle e passateli nello zucchero fine semolato.



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