Mojito e farinata fritta, l'aperitivo del riciclo


Quella telefonata che non ti aspetti, ma che quando chiudi la conversazione ti ritrovi ad avere un sorriso ebete felice sul viso. Mi ha chiamato la mia adorata Alessandra e mi ha detto: "Senti, ti farebbe piacere se lo chef Sebastiano Rovida venisse a casa tua a preparare mojito e tapas per te e per le amiche che vuoi invitare?". E me lo chiedi? Certo che mi va bene, non potevo desiderare di meglio! Lo chef ci insegnerà la ricetta perfetta del mojito e come cucinare con gli avanzi. Adoro la filosofia del riciclo e di non sprecare il cibo, e infatti questa mia ricetta nasce riciclando una farinata fatta la sera prima, tagliata a bastoncini e poi fritta.
E così ho scelto alcune mie amiche gine, malate come me di cucina e social, tutte iscritte all'Alcolisti Anonimi, e ci godremo questa serata all'insegna del mojito, delle risate e del buon cibo. Credo di aver guadagnato mille punti con ognuna di loro ; )  
Stay tuned, che il 26 novembre è la data prescelta, e gli hastagh della serata saranno #MojitoNoSpreco e #MojitoMaestros.


Tapas di farinata riciclata:
farinata
olio per friggere
semi di sesamo
La ricetta è di una semplicità mostruosa: ho tagliato la farinata cucinata la sera prima in tanti bastoncini, li ho fritti in olio bollente e al momento di scolarli li ho rigirati su un piatto di semi di sesamo. Vanno serviti bollenti con il mojito ghiacciato!

Mojito:
1 parte di Havana club 3 Anos (4,5 cl)
2 parti di acqua frizzante (9 cl)
2 cucchiaini di zucchero
succo di 1/2 lime
foglie di menta
ghiaccio
 Scegliete un bicchiere alto e stretto e metteteci lo zucchero, il succo di lime, qualche foglia di menta e pestate. Poi aggiungete l'acqua frizzante e qualche pezzetto di lime e pestate ancora. Aggiungete l'Havana club e i cubetti di ghiaccio, mescolate e bevete, sempre responsabilmente!

Io che sono una maniaca del verde, quando ho congelato l'acqua per fare i ghiaccioli, ho aggiunto due gocce di colorante naturale verde, quindi se il mio mojito vi pare virato al verde, non è un effetto di Photoshop, ma è proprio colorato così (ho tante malattie, lo so ; )

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Crema di castagne veloce da preparare, senza niente da sbucciare


Quando mi prendono le voglie non ce n'è per nessuno: devo soddisfarle. Possibilmente subito. Questa marmellata di castagne - o crema che dir si voglia - è una delle mie droghe preferite, e sulla scia di 'la necessità aguzza l'ingegno' ho fatto in modo di creare una ricetta che posso preparare in fretta, una mia versione fast and furious. Sì, perché con la ricetta originale bisogna: andar per boschi, trovare castagne belle e tante, tornare a casa, sbucciarla, lessarle e io nel frattempo sono già uscita a comperarmene due barattoli (e li ho anche già mangiati mentre voi siete ancora lì a svuotare ricci). Poi ho fatto una scoperta che mi ha illuminato la vita. Raramente compro alimenti già trattati, ma quando ho visto le castagne vendute già lessate sottovuoto (così come sono, senza conservanti nè schifezze varie), ho trovato la mia strada per essere felice. E così ho anche la scusa per poter fare più spesso il monte bianco (dolce che adoro e che mi faceva sempre il mio papà), tutte le volte che voglio. Forse sarebbe stato meglio non scoprirle e vivere triste e magra ; )


CREMA DI CASTAGNE
Ingredienti:
500 g castagne già lessate sottovuoto
200 g zucchero di canna
1 baccello di vaniglia
1 bicchiere di acqua

Passate le castagne con uno schiacciapatate. Se fossero troppo dure potete scaldarle un po' per ammorbidirle leggermente. In un pentolino versate acqua e zucchero e continuate a mescolare per formare uno sciroppo (non dovete fare il caramello, quindi attenzione a non farlo diventare di colore scuro). Io metto poco zucchero perché la preferisco così, ma voi assaggiate e decidete se aumentarne la dose. Estraete i semi di vaniglia dal baccello e uniteli allo sciroppo. Unite le castagne ridotte a vermicelli allo sciroppo di zucchero e vaniglia e mescolate piano su fiamma bassa per pochi minuti. Riempite barattoli sterilizzati fino a 2 cm dal bordo. Attenzione: provoca dipendenza! ; )

Suggerimento: potete aggiungere del cacao amaro in polvere prima di metterla nei vasetti o anche un pochino di cannella, o anche tutti e due.


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Il prosciutto di Parma da Peck, il tempio della gastronomia


Ci sono serate in cui mi ritrovo coinvolta in cose particolarmente interessanti, e così mi è successo per la serata organizzata dal consorzio del Prosciutto di Parma, per la quale ringrazio Menuale per l'invito. 
La cornice che ha fatto da sfondo a tutta la serata è stato Peck, il tempio della gastronomia, un luogo cult per tutti i milanesi, e la cosa incredibile è che abbiamo avuto il privilegio di visitarne i piani interrati che sono chiusi al pubblico in cui c'è la produzione di tutti i loro prodotti. Io non lo sapevo, ma proprio lì, in prossimità del Duomo, ai 3500 mq del negozio si aggiungono ben 4 piani sotto il livello stradale, dove da 40 anni 140 persone lavorano per confezionare i prodotti per cui Peck è famoso nel mondo. 
Ad esempio, 3 volte a settimana lavora 900 litri di latte per produrre burrata, ricotta, mascarpone e mozzarelle, la cui maggior parte vola in Giappone, che ama anche il Parmigiano di Peck prediligendo quello stagionato 36 mesi e anche di più. 


La visita mi è piaciuta tantissimo, anche se on eravamo molto presentabili - poichè per motivi di igiene eravamo tutti bardati stile sala operatoria ; ) - circondati da macchine mai viste prima, come la 'massaggia-bresaola', i forni da porchetta, celle frigorifere degne di Shining e coltelli stile Dextere addirittura un caveau di un'antica banca che era situata proprio lì dove ora si confezionano salumi e formaggi degni di essere considerati come un vero tesoro da custodire.


A completare la bella serata ci è stata offerta una cena tutta a base di prosciutto di Parma, in cui tra le altre cose, ho assaggiato uno dei piatti più buoni mai provati, dei ravioli ripieni di fichi freschi con fette di prosciutto adagiate sopra e una riduzione all'aceto balsamico. La serata era anche una delle tante organizzate per promuovere il Festival del Prosciutto di Parma, e vi rimando al sito per scoprire tutte le iniziative di questa settimana all'insegna del gusto, della tradizione e della qualità, tra cui visite aperte ai prosciuttifici, degustazioni in molte piazze, visita al Museo del prosciutto, la sfida tra chef e blogger per il 'panino da re' e un corso pratico per diventare Assaggiatore di Prosciutto di Parma, il sogno di tantissimi ; )






Limonata e cetrioli: l'estate non è finita - Cucumber lemonade recipe

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#Detox è la parola che più frequentemente trovo scritta su giornali, riviste e blog. Puntualmente, al rientro dalle vacanze, ci sentiamo di dover rimediare a tutti i vizi (sempre siano beati!) cui ci siamo concessi durante l'estate e così ci spariamo diete assurde, beveroni insapori e iscrizioni in palestra (solo iscrizione però, perché poi mica ci andiamo!). Io non voglio parlare di tutto ciò, ma solo di una buona abitudine che ho preso da qualche mese, che non sarà la soluzione a tutti i mali, non mi farà diventare magra come Kate Moss nè sana come un pesce, ma fa bene al mio organismo e quindi anche a me. Ogni mattina appena sveglia bevo un bicchiere di acqua a temperatura ambiente con il succo di un limone e una punta di miele. 'Una mela al giorno toglie il medico di torno' e anche un limone ho scoperto, e non vi elenco qui tutti i benefici, ci sono studiosi che lo sanno fare meglio di me. Ogni giorno cerco di 'truccare' questa bevanda e la trasformo, e questa che vi propongo è un'idea in tale direzione, ma va bene anche solo per un aperitivo analcolico, una cena estiva o per dissetarsi dopo una corsa. E' una ricetta semplicissima, buona, ha un sapore diverso dalla solita limonata perché c'è il cetriolo che ricorda il sapore del melone bianco e ha il rosmarino al posto della classica menta. E poi io la berrei solo perché è di un verde irresistibile, la mia tonalità preferita in assoluto (per i malati di colori come me è un Pantone Coated 374C ; )



LIMONATA AL CETRIOLO
Ingredienti:
3 limoni
4 lime
3 cetrioli
2 cucchiai di miele
rosmarino
acqua naturale
Con una centrifuga estraete il succo di 2 cetrioli. Spremete 2 limoni e 3 lime con uno spremiagrumi se volete una limonata un po' più densa, altrimenti centrifugate anche i limoni per un succo più puro, senza polpa. Passate il succo in un colino a maglie fini e mescolate con il miele, regolando la dolcezza a piacere. Aggiungete acqua naturale per diluire il succo a seconda di quanto volete sia intenso il gusto della limonata. Tagliate il cetriolo rimasto a rondelle molto sottili (a cui avrete tolto i semi) e qualche rametto di rosmarino e aggiungeteli alla limonata (non mettetelo in infusione troppo tempo altrimenti il rosmarino potrebbe dare un sentore di amaro alla limonata). Servite molto fresca mettendo in ogni bicchiere qualche fettina di cetriolo, uno spicchio di lime o uno di limone, un rametto di rosmarino e una cannuccia colorata.
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CUCUMBER LEMONADE RECIPE
Ingredients:
3 lemons
4 limes
3 cucumbers
2 teaspoons honey
rosemary
natural water
Whit a juice processor, make a juice of 2 cucumber, 2 lemons and 3 limes. If you prefere a lemonade with more flesh, use an orange squeezer for lemons and lime. Use a food strainer to obtain a pure juice, then add honey and stirr all together. Add water (about 1 lt), then some little slices of cucumber and lemons and some sprig of rosemary (add this one only just before to serve it, or your lemonade will be quite bitter-tasting). 
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#CasaAltoAdige e scelte di vita coraggiose


Era una serata buia e tempestosa, uno di quei temporali estivi in cui le gocce d’acqua sono grosse come limoni. Presentarsi con stivaloni di gomma stile pescatore non sarebbe stato poi così fuori luogo. Finalmente riesco a raggiungere la location in una Milano deserta ed allagata, e mi ritrovo in un posto incantevole, tutto legno e arredi bianchi, caldo ed accogliente. Siamo a casa Alto Adige, per conoscere le storie di vita di chi ha deciso che la vita di città gli stava troppo stretta e ha fatto un cambio di vita radicale. In particolare questa sera i protagonisti sono i componenti della famiglia Barbini, di cui potete conoscere anche voi la meravigliosa avventura sul sito Storie da vivere. Un giorno hanno deciso che il loro lavoro nell'alta moda, con continui viaggi in tutto il mondo, non faceva più per loro, e così hanno preso i tre figli e si sono trasferiti in Alto Adige ristrutturando un'antica residenza. Così è nato il San Lorenzo Mountain Lodge, uno chalet unico per stile, ambiente e panorama, dove respirare l'aria di montagna e un lusso sobrio ed ecologico lontani dallo stress cittadino ospiti di questa bella famiglia. 
 

Da Dream Factory per l’occasione è stato ricreato un angolo di Trentino e la serata si svolge piacevolmente tra una portata (tra cui canederli e strudel) ed un’attività tipica della zona. La piccola di casa, Giulia, 10 anni, ci insegna a fare il burro partendo dalla panna fresca (lo mangerò il giorno successivo a casa, tra uno strato di pane e uno di marmellata: una delle mie colazioni migliori!).


Al centro del salone fa bella mostra di sé una mucca pezzata: purtroppo finta, ma del tutto fedele all’originale per le mammelle e infatti dopo un breve corso di mungitura parte la sfida all’ultimo goccio di latte, da cui usciamo tutti con due bicipiti da competizione! L’ultimo gioco della serata è trasformarsi in navigati spaccalegna, ma sarà la mia tendinite o l’avere visto la sera prima il film Shining che io non oso toccare quell’ascia e lascio ad altri il divertimento. La cena è buonissima e i padroni di casa molto gentili. Sarebbe stato tutto ancora più perfetto se i miei bicipiti mi avessero fatto vincere la sfida della mungitura per beneficiare dello stupendo weekend che era in palio a Casa Alto Adige, invece sono tornata nell’assordante Milano grigia con la voglia di una vacanza e di quei panorami, e forse qualcuno è rientrato anche con la voglia di cambiare vita e trasferirsi definitivamente nel verde silenzioso di quelle stupende montagne.
(Anche questo strudel era stupendo ; )
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