Il prosciutto di Parma da Peck, il tempio della gastronomia


Ci sono serate in cui mi ritrovo coinvolta in cose particolarmente interessanti, e così mi è successo per la serata organizzata dal consorzio del Prosciutto di Parma, per la quale ringrazio Menuale per l'invito. 
La cornice che ha fatto da sfondo a tutta la serata è stato Peck, il tempio della gastronomia, un luogo cult per tutti i milanesi, e la cosa incredibile è che abbiamo avuto il privilegio di visitarne i piani interrati che sono chiusi al pubblico in cui c'è la produzione di tutti i loro prodotti. Io non lo sapevo, ma proprio lì, in prossimità del Duomo, ai 3500 mq del negozio si aggiungono ben 4 piani sotto il livello stradale, dove da 40 anni 140 persone lavorano per confezionare i prodotti per cui Peck è famoso nel mondo. 
Ad esempio, 3 volte a settimana lavora 900 litri di latte per produrre burrata, ricotta, mascarpone e mozzarelle, la cui maggior parte vola in Giappone, che ama anche il Parmigiano di Peck prediligendo quello stagionato 36 mesi e anche di più. 


La visita mi è piaciuta tantissimo, anche se on eravamo molto presentabili - poichè per motivi di igiene eravamo tutti bardati stile sala operatoria ; ) - circondati da macchine mai viste prima, come la 'massaggia-bresaola', i forni da porchetta, celle frigorifere degne di Shining e coltelli stile Dextere addirittura un caveau di un'antica banca che era situata proprio lì dove ora si confezionano salumi e formaggi degni di essere considerati come un vero tesoro da custodire.


A completare la bella serata ci è stata offerta una cena tutta a base di prosciutto di Parma, in cui tra le altre cose, ho assaggiato uno dei piatti più buoni mai provati, dei ravioli ripieni di fichi freschi con fette di prosciutto adagiate sopra e una riduzione all'aceto balsamico. La serata era anche una delle tante organizzate per promuovere il Festival del Prosciutto di Parma, e vi rimando al sito per scoprire tutte le iniziative di questa settimana all'insegna del gusto, della tradizione e della qualità, tra cui visite aperte ai prosciuttifici, degustazioni in molte piazze, visita al Museo del prosciutto, la sfida tra chef e blogger per il 'panino da re' e un corso pratico per diventare Assaggiatore di Prosciutto di Parma, il sogno di tantissimi ; )






Limonata e cetrioli: l'estate non è finita - Cucumber lemonade recipe

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#Detox è la parola che più frequentemente trovo scritta su giornali, riviste e blog. Puntualmente, al rientro dalle vacanze, ci sentiamo di dover rimediare a tutti i vizi (sempre siano beati!) cui ci siamo concessi durante l'estate e così ci spariamo diete assurde, beveroni insapori e iscrizioni in palestra (solo iscrizione però, perché poi mica ci andiamo!). Io non voglio parlare di tutto ciò, ma solo di una buona abitudine che ho preso da qualche mese, che non sarà la soluzione a tutti i mali, non mi farà diventare magra come Kate Moss nè sana come un pesce, ma fa bene al mio organismo e quindi anche a me. Ogni mattina appena sveglia bevo un bicchiere di acqua a temperatura ambiente con il succo di un limone e una punta di miele. 'Una mela al giorno toglie il medico di torno' e anche un limone ho scoperto, e non vi elenco qui tutti i benefici, ci sono studiosi che lo sanno fare meglio di me. Ogni giorno cerco di 'truccare' questa bevanda e la trasformo, e questa che vi propongo è un'idea in tale direzione, ma va bene anche solo per un aperitivo analcolico, una cena estiva o per dissetarsi dopo una corsa. E' una ricetta semplicissima, buona, ha un sapore diverso dalla solita limonata perché c'è il cetriolo che ricorda il sapore del melone bianco e ha il rosmarino al posto della classica menta. E poi io la berrei solo perché è di un verde irresistibile, la mia tonalità preferita in assoluto (per i malati di colori come me è un Pantone Coated 374C ; )



LIMONATA AL CETRIOLO
Ingredienti:
3 limoni
4 lime
3 cetrioli
2 cucchiai di miele
rosmarino
acqua naturale
Con una centrifuga estraete il succo di 2 cetrioli. Spremete 2 limoni e 3 lime con uno spremiagrumi se volete una limonata un po' più densa, altrimenti centrifugate anche i limoni per un succo più puro, senza polpa. Passate il succo in un colino a maglie fini e mescolate con il miele, regolando la dolcezza a piacere. Aggiungete acqua naturale per diluire il succo a seconda di quanto volete sia intenso il gusto della limonata. Tagliate il cetriolo rimasto a rondelle molto sottili (a cui avrete tolto i semi) e qualche rametto di rosmarino e aggiungeteli alla limonata (non mettetelo in infusione troppo tempo altrimenti il rosmarino potrebbe dare un sentore di amaro alla limonata). Servite molto fresca mettendo in ogni bicchiere qualche fettina di cetriolo, uno spicchio di lime o uno di limone, un rametto di rosmarino e una cannuccia colorata.
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CUCUMBER LEMONADE RECIPE
Ingredients:
3 lemons
4 limes
3 cucumbers
2 teaspoons honey
rosemary
natural water
Whit a juice processor, make a juice of 2 cucumber, 2 lemons and 3 limes. If you prefere a lemonade with more flesh, use an orange squeezer for lemons and lime. Use a food strainer to obtain a pure juice, then add honey and stirr all together. Add water (about 1 lt), then some little slices of cucumber and lemons and some sprig of rosemary (add this one only just before to serve it, or your lemonade will be quite bitter-tasting). 
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#CasaAltoAdige e scelte di vita coraggiose


Era una serata buia e tempestosa, uno di quei temporali estivi in cui le gocce d’acqua sono grosse come limoni. Presentarsi con stivaloni di gomma stile pescatore non sarebbe stato poi così fuori luogo. Finalmente riesco a raggiungere la location in una Milano deserta ed allagata, e mi ritrovo in un posto incantevole, tutto legno e arredi bianchi, caldo ed accogliente. Siamo a casa Alto Adige, per conoscere le storie di vita di chi ha deciso che la vita di città gli stava troppo stretta e ha fatto un cambio di vita radicale. In particolare questa sera i protagonisti sono i componenti della famiglia Barbini, di cui potete conoscere anche voi la meravigliosa avventura sul sito Storie da vivere. Un giorno hanno deciso che il loro lavoro nell'alta moda, con continui viaggi in tutto il mondo, non faceva più per loro, e così hanno preso i tre figli e si sono trasferiti in Alto Adige ristrutturando un'antica residenza. Così è nato il San Lorenzo Mountain Lodge, uno chalet unico per stile, ambiente e panorama, dove respirare l'aria di montagna e un lusso sobrio ed ecologico lontani dallo stress cittadino ospiti di questa bella famiglia. 
 

Da Dream Factory per l’occasione è stato ricreato un angolo di Trentino e la serata si svolge piacevolmente tra una portata (tra cui canederli e strudel) ed un’attività tipica della zona. La piccola di casa, Giulia, 10 anni, ci insegna a fare il burro partendo dalla panna fresca (lo mangerò il giorno successivo a casa, tra uno strato di pane e uno di marmellata: una delle mie colazioni migliori!).


Al centro del salone fa bella mostra di sé una mucca pezzata: purtroppo finta, ma del tutto fedele all’originale per le mammelle e infatti dopo un breve corso di mungitura parte la sfida all’ultimo goccio di latte, da cui usciamo tutti con due bicipiti da competizione! L’ultimo gioco della serata è trasformarsi in navigati spaccalegna, ma sarà la mia tendinite o l’avere visto la sera prima il film Shining che io non oso toccare quell’ascia e lascio ad altri il divertimento. La cena è buonissima e i padroni di casa molto gentili. Sarebbe stato tutto ancora più perfetto se i miei bicipiti mi avessero fatto vincere la sfida della mungitura per beneficiare dello stupendo weekend che era in palio a Casa Alto Adige, invece sono tornata nell’assordante Milano grigia con la voglia di una vacanza e di quei panorami, e forse qualcuno è rientrato anche con la voglia di cambiare vita e trasferirsi definitivamente nel verde silenzioso di quelle stupende montagne.
(Anche questo strudel era stupendo ; )
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Peppa Pig trova casa a Leolandia

Ricevere un invito per una giornata intera a Leolandia per tutta la famiglia, ovvero come guadagnare 10.000 punti agli occhi dei tuoi bambini. Al 6enne in particolare, che ha già capito cosa vuol dire essere un blogger, piace da matti quando lo coinvolgono in un evento, tant’è che un giorno mi ha detto che vorrebbe anche lui un blog tutto suo. “Ma non sai ancora scrivere” ho ribattuto io, e lui: “Pero, però so già come lo chiamerò: cucchiaino di biscotti!”. Ecco, io ho già il mio spin-off ; )
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La giornata a Leolandia era sponsorizzata da Colgate che ha coinvolto molte scuole e tenuto loro lezioni di igiene dentale in una maniera davvero efficace e divertente: un cartone animato con i buoni (spazzolino, dentifricio e collutorio) che sconfiggono i nemici dei denti (zuccheri e carie). E’ piaciuto così tanto ai miei bambini che è entrato subito nella loro top ten di video preferiti su Youtube e non si sono mai lavati così bene i denti da quando Colgate ha regalato loro gli adesivi dei supereroi da attaccare sopra i germiciattoli sul loro personale passaporto dei denti dopo ogni lavaggio.

IMG_9811IMG_9794Siamo rimasti a Leolandia tutta una giornata, che per loro sarà memorabile, ma anche io mi sono divertita e tornata bambina insieme a loro. Si trova lungo l’autostrada A4, all’altezza di Capriate, che ha inglobato al suo interno Minitalia e l’ha arricchita con giostre e attrazioni fino a farla diventare un bellissimo parco divertimenti con 38 attrazioni. Mi è piaciuta perché a differenza di altri parchi, è perfetta anche per bambini piccoli e ho trovato molto ben progettata la grafica che illustra caratteristiche e destinatari di ogni giostra, così da poter sapere se il bimbo può andarci da solo o accompagnato dai genitori e, cosa ancora più utile, quali sono le parti del corpo coinvolte nella giostra, nel caso di un braccio momentaneamente ingessato o di un handicap permanente. Il divertimento spazia diviso in 5 aree tematiche diverse dalle giostre per i più piccoli come i tappeti elastici e le classiche tazze pazze (qui riviste in versione botti dei pirati – e ci abbiamo fatto almeno 6 giri!), al vascello da cui poter sparare acqua dai cannoni (e i passanti possono spruzzarla su di te – consiglio k-way!), acquario e rettilario

Ci sono montagne russe sull’acqua, una giostra/ascensore da far venire le vertigini solo a guardarla (fateci caso, si vede anche dall’autostrada), trenini, calcinculo, autoscontri, scivoli da percorrere con un canotto circolare e spettacoli con numeri acrobatici, insomma: divertimento per tutti, paurosi o meno. Il mio personale applauso a chi ha avuto la geniale idea di disseminare tutto il parco di cabine asciuga tutto, utilissime per quando scendi da una giostra bagnato fradicio e ti immergi in questo enorme phon che ti rimette in sesto.


cascoDopo pochi giorni abbiamo avuto la fortuna di partecipare anche ad un’altra giornata storica per Leolandia, e cioè l’inaugurazione del cantiere dei lavori per costruire la casa di Peppa Pig! Leolandia sarà così l’unico parco divertimenti in Italia ad ospitare la beneamata porcellina, dopo quello ufficiale inglese. E’ ancora un cantiere, e  infatti a tutti i bambini è stato fatto indossare un bellissimo caschetto giallo da cantiere del sig. Toro, con il quale hanno potuto sentirsi muratori per un giorno azionando i vari pulsanti che facevano esplodere tubi pieni d’acqua e ricreando tutti i rumori di un vero cantiere. Poi è arrivata Peppa con la sua famiglia per fare merenda insieme  mostrarci i modellini della loro futura casa, che sarà pronta nel 2015, ma fino ad allora il cantiere sarà sempre visitabile e compreso nel prezzo del biglietto. Se già adoravano Leolandia, ora che c’è anche Peppa Pig credo diventerà il loro parco dei divertimenti preferito!

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La mia ricetta per la MilanoFoodWeek: un nido di cereali, pesto e asparagi

Domenica ho partecipato all'evento #sugoalcubo, nato all'interno della MilanoFoodWeek per presentare il libro di Paolo Barichella sulla Cucina Efficace. E' una 'filosofia' di vita in cucina che ho abbracciato già tanto tempo fa, perché essendo mamma e lavorando più fuori casa che dentro, mi piace preparare piatti buoni e che necessitano lunghe preparazioni, ma non ne ho sempre il tempo. Così mi ritrovo spessissimo a cucinare basi per sughi, lessare verdure stagionali, preparare impasti tipo la frolla e poi surgelare tutto in attesa di una cena con amici o di una festa. Questo è il focus del libro che abbiamo presentato domenica nella design kitchen di Lago Store: eravamo tre blogger e ognuna di noi lo ha interpretato personalmente con un piatto. L'amica Teresa con la sua 'norma la cubo' (è siciliana dentro!), Francesca con un couscous alle verdure e mousse di formaggio ed io con il mio 'nido'. Ognuna di noi ha puntato molto sulla stagionalità delle verdure (mai le ciliegie a Natale!), di cui nel libro si parla molto, e senza che ci fossimo messe d'accordo avevamo portato anche una piantina aromatica: basilico (indovinate chi ha fatto il pesto??), menta e finocchietto. Il mio piatto l'ho chiamato nido perché ho proprio ricreato un nido fatto di cereali (che cuociono sempre un sacco di tempo e quindi mi son portata avanti e li ho fatti il giorno prima - cucina efficace!), conditi con un pesto (altra cosa che faccio in gran quantità al mortaio e poi congelo (- cucina efficace!) su un letto di crema di asparagi (che durano così poco che io li pulisco, congelo e cuocio in modo da averli disponibili anche in inverno - cucina efficace!) e un ovetto di quaglia panato con punte di asparagi e foglie di basilico a ricreare le foglie di un ramo.
Sono state due ore divertenti insieme al mio simpaticissimo sous chef (ora mi uccide!) Stefano e agli amici di EAT2, Emanuele e Daniela che hanno deciso di non decretare un unico vincitore, ma di portarci tutte e tre sulle pagine del primo numero della rivista FOOD DESIGN, che uscirà questo autunno. Quindi stay tuned e provate a 'cubettare' anche voi, perché insieme al libro c'è una teglia in silicone con 15 stampi a forma di cubetto per sbizzarrirvi a congelare qualunque cosa ; )

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Nido
Ingredienti (per 4 persone):
1 mazzo di asparagi
240 g di cereali tra farro e riso integrale
4 uova di quaglia
1 mazzo di basilico
pinoli
Parmigiano Reggiano
paprika dolce in polvere
curcuma in polvere
un pizzico di sale di Cervia

Qualche giorno prima:
1-Pulire e lessare la vapore gli asparagi lasciandoli al dente. Eliminare le cimette e tenerle da parte. Fare un soffritto con cipolla e olio e far cuocere per pochi minuti i gambi degli asparagi, salare e frullare e congelare. Congelare anche le punte (oppure tenerle in frigorifero se il piatto verrà cucinato nel giro di due, tre giorni).
2-Preparare il pesto: in un mortaio mettere mezzo spicchio di aglio e pinoli e schiacciare con il pestello finché si forma una cremina. Aggiungere le foglie di basilico e sale di Cervia (preferibile perché più dolce di quello normale) e pestare compiendo movimenti circolari. Quando sembra che il pesto stia prendendo forma aggiungere olio fino ad ottenere una consistenza densa, non troppo liquida. Per ultimo aggiungere Parmigiano Reggiano a piacere (assaggiare continuamente per capire il livello di sapidità). Il pesto si può surgelare in barattolini di vetro o tenere in frigorifero fino a una settimana, purché sia ben coperto di olio. 
Il giorno prima:
Lessare i cereali seguendo le indicazioni della confezione (spesso richiedono anche un ammollo), appena pronti fermare la cottura lavandoli sotto un getto di acqua fredda. Scolare bene, condire con il pesto e tenere in frigorifero.
Il giorno stesso:
1-Lessare le uova di quaglia (dopo 3 minuti dal bollore dell'acqua sono pronte), sbucciarle e panarle in una ciotolina con la polvere di curcuma e paprika. 
2- Ungere di olio una piccola ciotolina tonda e riempirla con i cereali lessati, compattare bene con un cucchiaio in modo che prendano la forma di un nido.
3- Scongelare la crema di asparagi (eventualmente anche il pesto).

Mise en place:
in una ciotola o piatto fondo fare un letto di salsa agli asparagi, al centro mettere la cupoletta fatta con la ciotolina di cereali e scavare delicatamente al centro una fossetta per l'uovo. Adagiare l'uovo disteso e completare con le punte di asparagi tutte intorno, qualche pinolo e una foglia di basilico. Al momento di servire potete scaldarlo leggermente al microonde e versare un po' di olio a crudo.

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