COMING SOON - CHIUSO PER RESTYLING

Il blog non è morto, se ve lo siete chiesti.
Si sta solo prendendo tempo per rifarsi il look.
Non mi piaceva più, lo ammetto.
Ma tornerà a breve, e non vedo l'ora.

Intanto è sempre attivo ogni giorno sui social network, seguitemi su:





A presto, Serena
@starsspoon

San Valentino, last minute


Avrei anche potuto chiamare questo post 'san Valentino fast and furious'. Mi vergogno anche a chiamarla ricetta, direi piuttosto che è un'idea. La colazione a letto è un bel vizio, io la adoro, soprattutto se a prepararla non sono io. Quindi se anche siete di quelli che non festeggiano questa ricorrenza, almeno un cuore di zucchero io dico che ci può stare. Non è impegnativo, non è rosa, non è costoso, insomma non potete trovare scuse per non prepararlo! Il bello di fare queste zollette è che potete mescolare insieme zucchero e qualsiasi altro liquido vi venga in mente o abbiate disponibile in casa). Per ottenere il bianco ho usato zucchero semolato e latte di mandorle, per avere il tono più scuro, zucchero integrale di canna e rhum. Se poi volete aggiungere anche del colore potete usare dello sciroppo di fragola o i coloranti naturali più diversi. Pensate all'uso che ne farete, di modo da usare rhum per una zolletta destinata al caffè o gocce di limone per zollette per servire il tè.

Zollette di zucchero
stampo per cioccolatini in silicone
zucchero di canna
zucchero integrale di canna
zucchero semolato
acqua calda
latte di mandorla
rhum

Scegliete prima la tonalità di colore che desiderate ottenere, dopodiché mescolate lo zucchero in una ciotolina con poche gocce del liquido che avete scelto e acqua calda nella misura di 100 g di zucchero + 1 cucchiaino di acqua calda + poche gocce di aroma.
Dovrete ottenere la consistenza della sabbia bagnata (tipo quando fate un castello in spiaggia), quindi consiglio di procedere aggiungendo goccia dopo goccia, altrimenti se il composto è troppo liquido non riuscirete a dargli la forma. 
Poi con un cucchiaino e con le dita comprimete la miscela negli stampi schiacciando in modo che non si creino buchi e livellando bene la superficie. 
Per la cottura potete procedere in due modi: 
1) forno a microonde: alla temperatura massima (il mio 750 watt) per 20 secondi 
2) forno normale: 150° per 15 minuti. 
Lasciate intatte le formine qualche ora prima di toccarle, così sarete sicuri che la forma non si rovinerà.

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Alla Biennale di Venezia insieme a F.I.L.A. (e alle scuole)


Ci sono inviti a eventi che sono proprio dei regali per me, e questo è uno di quei casi. Si trattava di 1- andare a Venezia (e a chi non piace?) 2- di visitare la Biennale (e l'architetto che è in me ha esultato di gioia) 3- di visionare un percorso didattico che F.I.L.A. ha studiato per i bambini (e io sono anche mamma). Quindi mai con così tanto entusiasmo ho preso parte ad un press tour, e devo dire che nessuna delle mie aspettative è andata delusa. Il gruppo F.I.L.A. lo conoscete tutti, comprende Giotto, Tratto, Das, Didò, Pongo, tutte cose belle insomma ; ) Chi non ha mai preso in mano una loro matita o un Tratto Pen?! Ho scoperto una cosa bellissima sull'acronimo del loro nome: significa FABBRICA ITALIANA LAPIS ED AFFINI, che trovo molto antico e romantico al tempo stesso, infatti nasce nel 1920 e in quasi un secolo di storia ha dato vita ad uno dei primi gruppi mondiali dedicati all'espressione creativa. Il suo impegno educativo è molto diffuso sul territorio,  e quest'anno il marchio Giotto è colore ufficiale delle attività educational della 56ma Esposizione Internazionale d’Arte. 
Le scolaresche, divise per fasce d'età, sono seguite da una guida in laboratori tematici pratici, dove sono chiamati a dipingere, colorare e manipolare, come nell 'totem di carta' dove si improvvisano editori e tipografi, 'il giardino della creatività' sullo studio del mondo naturale, e 'il futuro della forma tra draghi e fenici' per scoprire le figure mitologiche della storia. Siamo rimasti un po' in disparte ad osservare i bambini coinvolti, ma io non ho resistito e mi sono intrufolata in mezzo ad un gruppetto, chiedendo loro informazioni e sensazioni. Erano davvero felici, e mi raccontavano appassionati il loro progetto e tutto ciò che stavano facendo, e non avresti mai detto che erano bambini coinvolti in attività scolastiche, erano divertiti come in un gioco, il più creativo di tutti. 


La Biennale quest’anno festeggia il 120° anno dalla prima esposizione, che si tenne nel 1895 e vede 89 partecipazioni straniere, distribuite negli storici Padiglioni dei Giardini, negli spazi dell’Arsenale e in diversi edifici veneziani, dove si svolgono anche tutti gli eventi collaterali. Abbiamo avuto la fortuna di essere seguite da una guida che ci ha letteralmente portate per mano all’interno della mostra e ci ha chiarito e spiegato tutti i messaggi degli artisti. 
L’arte contemporanea non è di così facile lettura in tutti i casi, e anche se a me piace che ognuno possa avere una personale interpretazione, è anche bello che qualcuno ti faccia comprendere i reali significati che vi sottendono. 

All the world’s futures’ è il titolo di questa edizione della Biennale, che si interroga sul rapporto tra arte e sviluppo della realtà umana, sociale e politica, nel susseguirsi delle forze e dei fenomeni esterni. “É un mondo attraversato da fratture quello in cui viviamo – spiega Paolo Baratta, Presidente della Biennale- da incertezze sulle prospettive", e non a caso è stato scelto Okwui Enwezor come curatore, molto sensibile a questi aspetti, attento indagatore del modo in cui le tensioni del mondo esterno ricadano sulla sensibilità e il lavoro degli artisti. 136 ne sono stati chiamati in causa, provenienti da 53 Paesi, un Parlamento delle Forme, una mostra globale che racconta il presente attraverso i fenomeni anche drammatici del passato. Non nascondo che in molte sale il senso di tristezza e di oppressione trasmesso dalle tele e dalle opere è forte, ma è la realtà che spesso gli artisti hanno vissuto in prima persona nei loro Paesi, e quindi non possiamo chiudere gli occhi e fare finta che tutto ciò non esista, ma aprirci alla dea della Memoria, che racconta il presente e il futuro attraverso un pluralismo di voci, tutte raccolte nella Mostra, luogo di libero dialogo degli artisti e dei visitatori. 
Non riesco a raccontarvi tutte le bellissime opere che ho visto, ma di una in particolare voglio mostrarvi un’immagine. 

Si tratta dell’installazione nel Padiglione del Giappone - The key in the hand - per la quale Chiharu Shiota ha fatto un’open call internazionale grazie a cui ha raccolto 180mila chiavi da tutto il mondo che ha appeso al soffitto in infiniti intrecci con 400 km di filo rosso (ispirato alla leggenda popolare giapponese del ‘filo rosso del destino, secondo cui ognuno porta dalla nascita un filo rosso al mignolo che lo lega alla sua anima gemella). Queste chiavi che ti pendono sopra la testa, danno l’idea di infiniti accessi a infiniti mondi, ed ogni chiave rappresenta una persona realmente vissuta (alcune hanno ancora le targhette originali con i nomi) e così ogni chiave diventa un accesso ad una storia immaginaria, che ti porta a fluttuare leggera sospesa tra porte, fili, persone, storie e case.

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Bicchiere di riso venere e crema di Parmigiano Reggiano (si parte per CHEESE 2015)


Questo post è il pretesto per parlarvi di CHEESE, la rassegna enogastronomica che vede sfilare formaggi provenienti da tutto il mondo, centinaia di etichette diverse. Si svolge a Bra, per le vie del paese, dal 18 al 21 settembre con l'organizzazione di Slow Food.
Quest'anno la manifestazione ha come sottotitolo 'alle sorgenti del latte, nutriamo il pianeta', perché si è deciso di dedicarla ai giovani che scelgono l’agricoltura e alle terre di montagna, come patrimonio da rilanciare, proteggere e conoscere. 
Se siete amanti del formaggio ora sapete dove andare per i prossimi quattro giorni, e se siete golosi (come me) sappiate che Bra sarà arricchita anche da golose bancarelle di street food, da cantine che vi insegneranno come abbinare formaggi e vino, e dalla Piazza della Pizza, per cimentarvi con acqua e farina. 
Se poi avete bambini è proprio il caso di portarli perché troveranno un sacco di laboratori a loro dedicati: potranno mungere le mucche, creare un'opera d'arte collettiva, partecipare alle Olimpiadi del formaggio e cimentarsi nel “munto sincronizzato” o nel “lancio del formaggio”. Andate sul sito e cercate tutti gli appuntamenti, giorno per giorno. 
Io domani ci andrò grazie a Ferrari Formaggi e PaperProject e vi racconterò tutto ciò che si può vedere, scoprire ed assaggiare. 

Seguitemi domani su Twitter, Facebook, e Instagram  e venite a Cheese insieme a me ; )


Finger food di riso venere e crema di Parmigiano Reggiano
(ingredienti per 4 persone)
200 g di riso Venere
80 g di Parmigiano Reggiano
20 g di farina di riso
20 g di burro
pomodori, zucca o pancetta per decorare

- Cuocete il riso venere in una pentola, aggiungendo acqua bollente e salata (circa due dita più del livello del riso) senza mai mescolare, aspettando che il riso assorba tutta l'acqua.
- Preparate la crema: scaldate il latte (non deve bollire) e contemporaneamente sciogliete in un'altra pentola il burro e aggiungete pian piano la farina mescolando in modo che non si formino grumi.
- Aggiungete alla farina il latte caldo a filo, mescolando sempre sul fuoco fino ad avere una consistenza piuttosto densa della crema.
- Togliete dal fuoco e aggiungete il Parmigiano mescolando.
- Servite il riso caldo in bicchieri trasparenti e versateci sopra la crema tiepida.
- Potete decorare con dadini di pomodoro, cubetti di zucca stufati (o cubetti di pancetta rosolati per i non vegetariani).

Crocchette di bulghur e lenticchie con salsa di yogurt alla curcuma


24 Agosto, e sento già dire che l'estate è finita. Io non sono tra questi, e amo l'estate più di ogni altra stagione. Anche se magari muoio di caldo e mi pungono le zanzare, nessun'altra stagione per me eguaglia i colori, i profumi e la libertà spensierata dell'estate. E allora cerco di farla durare il più possibile riunendo gli amici che non vedo da un po' ed organizzando cene in cui ci raccontiamo le vacanze e ci consoliamo del rientro al lavoro. Anche se fuori diluvia, come oggi, non mi importa. L'estate è ancora nello spirito e sulla mia pelle, e poi adoro apparecchiare la tavola per ricevere amici, mischiando colori, forme e vasetti per i fiori. E vi suggerisco un sito per i vostri acquisti on line per la casa, sempre ricco di spunti per la cucina e la tavola, da cui potete trovare idee originali da replicare. E' Dalani -che sicuramente già conoscete- che ogni giorno offre idee ed occasioni per arredare ogni stanza della casa, sia che cerchiate il design di grandi nomi, sia che amiate il genere shabby chic, o l'atmosfera country. Attualmente c'è anche una sezione interamente dedicata all'estate, food compreso, con i consigli sui cibi top per la stagione più calda e per la tavola (e vi suggerisco anche una visita alla sezione 'gioielli', se siete in vena di farvi un regalo : )


Questa che vi propongo è la mia idea per una cena tra amici che si ritrovano, tra risate, abbracci e birra ghiacciata (anche se magari indossate già un golfino di cotone ; )



CROCCHETTE DI BULGHUR E LENTICCHIE 
CON SALSA DI YOGURT ALLA CURCUMA

Ingredienti:
200 g di lenticchie lessate
200 g di bulghur
100 g di ricotta
2 vasetti di yogurt bianco (non dolce)
2 carote
1 costa di sedano
1 cipollotto fresco
semi di sesamo
foglie di menta
foglie di basilico
pane grattugiato
farina di mais
curcuma in polvere
pepe nero
sale

1. Preparate un soffritto leggero con cipollotto, carota e sedano tagliati a dadini e fate cuocere qualche minuto.
2. Lessate il bulghur in acqua salata per circa 20 minuti e poi scolatelo con cura.
3. Aggiungete al soffritto lenticchie, bulghur, ricotta, una manciata di semi di sesamo, foglie di menta e basilico e mescolate.
4. Regolate di sale e pepe.
5. Con le mani formate delle crocchette. Se il composto non è compatto e 'si sbriciola',  potete frullarne 1/3 con il minipimer oppure potete aggiungere 1 uovo.
6. In un piatto mescolate qualche cucchiaio di pane grattato a qualche cucchiaio di farina di mais e rotolateci ogni crocchetta coprendola su tutti i lati.
7. Per cuocere le crocchette potete procedere in due modi:
- friggerle in olio di semi bollente per circa 5 minuti,
- passarle in forno con un filo d'olio a 200° per circa 15 minuti.
8. Prendete dei bicchieri bassi e trasparenti, sulla cui base fate uno strato di yogurt greco, spolverato di curcuma, un pizzico di sale e pepe nero macinato al momento.
9. Infilzate ogni crocchetta con un bastoncino di legno e adagiatela sopra il bicchiere, come in fotografia.
10. Servite tiepide.


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