Insalata detox, e l'arte di massaggiare il cavolo nero


Il nuovo anno si comincia sempre nello stesso identico modo: ingrassati. Ma nessun rimpianto, guai a noi! Ci siamo divertiti, abbiamo riso intorno a tavole gremite, assaggiato piatti nuovi nei nostri viaggi intorno al mondo, ritrovato le tagliatelle della nonna, il pane della mamma, il liquore che prepara sempre il papà e purtroppo anche quella pessima insalata russa che la zia si ostina a portare ogni Natale. Solo chi ha avuto l'influenza forse rientra alla perfezione nei jeans, ma i giorni di vacanza erano parecchi, e si sarà sicuramente rifatto nei giorni successivi - anche con gli interessi - ne sono certa! E allora scatta la fase 'detox', che fa figo da dire, ci fa già sentire più magri solo a pronunciarlo e le foto di Instagram di tavole imbandite lasciano il posto a piatti semi deserti con hastag tipo #panciapiatta o #culodiBelen. Ma la nostra forza di volontà vacilla ogni volta che apriamo il frigorifero che pullula di avanzi, di 'schiscette' preparate con amore e dolci avuti in regalo. Allora io provo a fare così: unisco verdure ad avanzi, massaggio il cavolo nero (sì: massaggio, me l'ha insegnato l'amica Artemisia), riduco le porzioni e mi premio con un po' di quel dolce avanzato (sento le vocine nella mia testa: vorrai mica buttarlo via? Sarebbe un peccato!). Di qualunque tipologia facciate parte, vi auguro un buon inizio d'anno, tra liste di buoni propositi, iscrizioni in palestra e un pigiama che ci ha fatto compagnia 24 ore al giorno da abbandonare: si ricomincia!

Insalata di riso integrale, lenticchie, cavolo nero e melograno
per 1 persona:
50 g di riso integrale 
4 cucchiai di lenticchie
alcune foglie di cavolo nero
1 lime
mezzo melograno
yogurt magro
salsa tahina
1 cucchiaino di senape
qualche goccia di salsa di soia
sesamo nero

In un pentolino scaldate un cucchiaio di olio, poi unite il riso su fuoco molto dolce: mescolate fino a fare tostare il riso (dovete sentirlo caldo). Versate acqua calda in modo che copra per un centimetro il riso, aggiungete un pizzico di sale grosso e fate cuocere a fuoco lento. Il riso sarà pronto quando avrà assorbito tutta l'acqua. 
Lavate il cavolo nero ed eliminate la parte coriacea del gambo. In una ciotola mettete le foglie del cavolo, qualche goccia di salsa di soia, il succo di lime e con le mani -vi sporcherete, è inevitabile- massaggiate a lungo il cavolo fino a renderlo tenero e morbido. Questa operazione ci evita di cuocerlo e lo mantiene integro, con tutte le sue proprietà benefiche intatte (provate anche a mangiare cruda la parte finale dei broccoli, è molto più buona che cotta, e la casa non puzzerà affatto).
Sgranate il melograno e unitelo alla ciotola, insieme a un po' delle lenticchie avanzate di cui parlavamo prima, ai semi di sesamo e al riso che nel frattempo è pronto e avrete fatto intiepidire. 
Come condimento usate fate una salsina con qualche cucchiaio di yogurt, un cucchiaino di tahina, uno di senape e uno di olio. Non aggiungete sale, vedrete che non sarà necessario.

Questa insalata è perfetta per il pranzo, e la torta che vi guarda con occhi languidi dal frigorifero potrete regalarvela per merenda ; )

Ricetta della torta all'acqua all'arancia e cioccolato fondente



Ci sono quelli che non hanno nessuna intenzione di rimettersi a mangiare dolci dopo le abbuffate di Natale. Quelli che non si sono ancora alzati da tavola dal 24 sera, e fanno la maratona del cibo (a loro va tutta la mia stima). Quelli che dopo Natale si mettono a dieta per poter tornare a tavola il 31 e ricominciare da capo. Di qualsiasi categoria facciate parte, vi propongo un dolce che è un po' una via di mezzo: è una torta, ma leggerissima - pure troppo - e infatti l'ho arricchita di cioccolato, dentro e fuori. Io non sono tra coloro che hanno esagerato, ma se c'è un dolce già lo so che non so tirarmi indietro, e poi per noi Capodanno diventa anche la scusa per festeggiare Leone che è nato il 1° Gennaio, e quindi che festa è senza una toprta?! Le bacche di Goji le ho aggiunte come 'provocazione' da vegetariana (tipo la pubblicità del panettone Motta), ma io le adoro e le mangio ogni mattina, e poi mi serviva un tocco di rosso sulla torta. Potete sostituirle con ciò che preferite, ma se non le avete mai provate questa è l'occasione giusta. 



Ingredienti 
[per uno stampo da ciambella di 18 cm di diametro]

120 g di farina 00
100 g di farina di farro
100 g zucchero di canna 
due manciate di cioccolato fondente a pezzi
20 gr cacao amaro 
1 bustina di lievito per dolci 
150 ml di succo di arancia fresco
100 ml acqua 
30 ml olio di semi di girasole
150 g cioccolato bianco
20 ml latte di mandorla
bacche di Goji 
pistacchi tritati

In una ciotola mescolate a mano farine, zucchero, lievito e cacao.
In un frullatore (io ho usato Vitamix) frullate energicamente acqua e olio e lentamente unite gli ingredienti secchi, il succo e il cioccolato fondente fino ad avere un composto omogeneo.
Versate in una tortiera unta di olio e poi infarinata e cuocete in forno a 180° per circa 25 minuti.
Fate la prova stecchino per verificare la cottura, accertandovi che fuoriesca asciutto dalla torta.
Sformatelo dallo stampo solo una volta che sarà raffreddato, o rischiate che vi si sbricioli in mano.

Nel microonde sciogliete il cioccolato bianco con un po' di latte di mandorla per avere una crema densa da far colare sulla torta. Quando ancora il cioccolato non si è indurito, spargete granella di pistacchi e bacche di Goji per decorare.


Casetta di pan di zenzero, adesso è Natale!




Caramelle, zucchero a velo, stelline, marshmallow, candy cane, liquirizie, cioccolato bianco, glassa, biscotti allo zenzero, codette, confettini. Non servono altri ingredienti per la casetta di pan di zenzero, se non fantasia e tanta pazienza. Sempre siano beati Tiger e Ikea che vendono le sezioni della casetta già pronte, anche se le più brave possono cimentarsi anche a preparare la parte di biscotto, io sono pigra : P
Prima preparate la glassa, che deve essere super forte, tipo cemento armato, altrimenti un lavoro così divertente diventa un vero incubo, con pezzi che vi cadono da tutte le parti e glassa sparsa ovunque (io ce l'avevo fin sui capelli). 
Io ho usato queste dosi: ho montato nella planetaria 4 albumi, 1 teaspoon di cremor tartaro, e 4 cups di zucchero a velo.
Mettete la glassa in una sac à poche e usate una bocchetta molto piccola, altrimenti i decori non verranno precisi e definiti. Decorate le singole parti tenendole distese su un tagliere: porte (con la maniglia), finestre (io ho creato i vetri incollando dei quadrati di fogli di colla di pesce all'interno, creano un effetto perfetto), tetto (con le tegole di caramella) e poi date libero sfogo alla fantasia incollando caramelle. Io ho creato delle ghirlande natalizie usando delle caramelle rotonde e ricoprendole di codette. Una volta che avrete finito le decorazioni, lasciate riposare tutto per trenta minuti in modo che la glassa si solidifichi.




Ora viene la parte più difficile. Per incollare le parti tra loro iniziate scegliendo la base su cui poggiare la casetta: un vassoio, un piatto, tagliere e immaginate le decorazioni esterne per calcolare quanto spazio utile vi servirà. Io volevo aggiungere molti più particolari esterni, ma la mia casetta domani farà un viaggio fino a Bergamo, quindi mi sono limitata ad un piccolo giardino innevato, un albero e un cespuglio per evitare di scendere dall'auto e trovare pezzi di casetta sparsi ovunque. 


Una volta deciso il progetto finale, cominciate prendendo una delle due facciate: spalmatene il bordo inferiore e quello laterale con la glassa e attaccatela al vassoio, tenendo premuto per una trentina di secondi. Poi procedete aggiungendo uno dei due pezzi laterali, poi l'altra facciata e infine l'ultimo lato. Per stare tranquille potete anche usare dei supporti che vi aiutino a tenerla su, come bicchieri o tazzine posti in punti strategici che facciano da supporto e da puntello (ecco l'architetto che è in me ; )
Quando siete certe che tutti e quattro i lati siano solidi ( e vi consiglio di aspettare una ventine di minuti) procedete con il tetto. Una volta che tutta la casa è costruita, pregate che non si stacchino dei pezzi. No, scherzo, lasciatela solidificare anche tutta la notte prima di muoverla o trasportarla. 


Il giorno dopo create il giardino: secondo me più neve c'è più è carino, quindi create la neve con la glassa o con zucchero a velo e caramelle bianche di ogni forma e dimensione.
Se volete fare anche un albero potete o ricoprire un cono gelato con glassa o pasta di zucchero oppure, se come me vi site dimenticati di comperarli, riempite una sac à poche di carta, poi ricopritela di pasta di zucchero e infine di glassa.
Quando la casetta sarà completata, comprate un foglio di cellophane e impacchettatela, sarà un regalo stupendo da fare e da mangiare tutti insieme il pomeriggio di Natale.


AUGURI

Ricetta della bouillabaisse, stufato di pesce per la mia vigilia di Natale

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Sono una ragazza del sud, me per me la vigilia di Natale vuol dire pesce (che poi io non mangio la carne, quindi non potrebbe essere altrimenti ; ) 
I miei ricordi più belli delle feste sono ricordi di case, quelle delle mie nonne, gremite di persone e di bambini (i miei cugini), di montagne di regali sparsi sui divani, di serate passate e disegnare i bigliettini per i pacchetti, di maglioni nuovi fatti a mano per me, risate e baci e fuochi d'artificio (più che altro 'bombe di Maradona' a Capodanno, che mi facevano sempre piangere ogni volta che partiva il botto).
Purtroppo adesso a mia famiglia è sparsa per tutta Italia e la vigilia di Natale i miei unici ospiti sono i miei genitori, ma anche se siamo in pochi mi piace apparecchiare con cura e dedicare l'intera giornata a cucinare. Quest'anno sarà la volta di questa zuppa di pesce provenzale, per la quale ho scelto solo pesce a filetti per evitare l'incubo di una spina in gola proprio alla vigilia. I pistilli di zafferano e il succo di arancia la rendono dolcemente speziata, e il pane all'aglio è una droga a cui non so rinunciare. Quindi la servirò bollente nella zuppiera antica di famiglia, e mia mamma mi guarderà scuotendo la testa chiedendomi "ma non potevi cucinare una cosa più semplice?". Lo so, fa così ogni volta, ma lei non ama cucinare, avere il cuoco è sempre stato il suo sogno, proprio per poter evitare di 'perdere tempo' in cucina e soprattutto trovare idee nuove. Ecco, per la vigilia il suo cuoco sarò io! Auguro a tutti un Natale circondati dalle persone che più ci vogliono bene.

Ingredienti:
400 g di pesce a filetti tipo salmone, coda di rospo e nasello
1 gallinella
400 g di cozze pulite
500 g di gamberi
1 pagnotta di grano duro tagliata a fette larghe circa 1 centimetro
2 cipolle
3 spicchi di aglio
2 cucchiai di concentrato di pomodoro
2 foglie di alloro
timo fresco
finocchietto fresco
scorza di 1 arancia non trattata
peperoncino in polvere
1 cucchiaino di pistilli di zafferano
1 gambo di sedano
2 carote
3 pomodori grandi senza pelle
150 ml di vino bianco
il succo di 2 arance 

Preparate il brodo di pesce:
in una pentola mettete le teste e i carapaci dei gamberi, qualche guscio di cozza, una carota, una cipolla, un pezzetto di sedano, una foglia di alloro. Coprite con acqua, salate e e fate cuocere per circa 20 minuti. Filtrate con un colino a maglie fini.
Per preparare la zuppa di pesce:
in una pentola di terracotta fate un soffritto con olio, uno spicchio di aglio, una cipolla, una carota e un gambo di sedano tagliati finissimi, il concentrato di pomodoro, il finocchietto, una foglia di alloro, il timo, la scorza d'arancia, lo zafferano, peperoncino a piacere e i pomodori tagliati a cubetti. Lasciate cuocere finché la verdura diventa morbida, poi eliminate la scorza, versate il vino e lasciate cuocere finché si riduce della metà. Aggiungete qualche mestolo di brodo di pesce, il succo d'arancia e fate bollire per 10 minuti. Abbassate la fiamma e unite il pesce tagliato in grossi pezzi, le cozze e i gamberi lasciando cuocere per circa 5 minuti. Nel frattempo tostate le fette di pane e sfregatele con gli spicchi di aglio. Servite la zuppa accompagnandola con il pane caldo.

[La ricetta è tratta e modificata da un libro che mi piace molto, La piccola cucina parigina di Rachel Khoo]


Bouillabaisse
Ingredients:
400 g fish fillets (as hake and salmon) in large chunks
400 g fresh mussels
500 g prawns with shells
1 baguette, sliced
2 onions finely chopped
3 cloves garlic 
2 tablespoons tomato paste
1 bay leaf
fresh tyme
1 teaspoon fennel seeds
zest of 1 unwaxed orange 
a pinch of chilli powder
1 teaspoon saffron threads
1 stick finely sliced celery
2 carrots
3 big tomatoes roughly chopped
150 ml dry white wine
5 tablespoons olive oil
juice of 2 oranges
1 l fish stock (you can make it boiling prawns shells with carrot,celery, onion, bay leaf and fresh erbs in a pot with water for 20 minutes).
Warm oil in a big pot and then add garlic, onion, carrots, fennel seeds, tomatoes, thyme, saffron, bay leaf, orange zest, tomato paste, celery and chilli. Cook until the onion is soft, then remove the orange zest and add wine. Let it cook until wine reduces by half. Pour in orange juice and stock and bring to a rapid boil for 10 minutes. Lower the heat, then add prawns and mussels and simmer for 5 minutes. Serve the soup with slices of a toasted baguette spiced with fresh garlic.
[Recipe modified from a book I love, The little Paris kitchen, wrote by Rachel Khoo]



Ca' Rugate, in cantina con Partesa


Visitare una cantina e commuoversi, non mi era mai successo. Da sobria soprattutto! 
La visita alla cantina Ca’ Rugate è legata indissolubilmente alla storia della famiglia Tessari, che la tiene viva da più di cento anni. E proprio questa invidiabile età aveva il nonno Fulvio Beo quando ha festeggiato per l’ultima volta il suo compleanno, e vedendo la sua storia scorrere sul video dell’azienda, io mi sono commossa. 

Una storia di bei valori, tradizioni e amore per la terra e i propri figli, al punto che lui rivolse al figlio il miglior complimento che un padre possa fare, e cioè “sei stato più bravo di me”.
Il testimone ora è passato in mano a Michele Tessari, abile imprenditore ed innovatore, che ha portato l’azienda a livelli tali da essere stata premiata più volte con i Tre Bicchieri della Guida del Gambero Rosso.

Merito in parte di questa vittoria è anche di Partesa, che dal 1998 con il progetto ‘Partesa per il vino’ monitora il territorio alla ricerca di cantine di piccole-medie dimensioni attente alla qualità del vino e con un grosso potenziale per condurle sul mercato nazionale. Oggi sono già 98 le province d’Italia in cui il progetto ha preso piede e fatto crescere aziende vinicole, unito all’obiettivo di offrire ai propri clienti un portfolio ricco di vini di qualità superiore. 
Senza il supporto di Partesa i nostri vini non sarebbero mai arrivati sui menu di ristoranti eccellenti e soprattutto di regioni diverse dalla nostra” - raccontava Michele Tessari durante la presentazione della sua azienda - “e di veder crescere la nostra produzione da 70mila a 650mila bottiglie”.

Il territorio della cantina è stupendo. I colori dell'autunno rendevano tutto ancora più suggestivo, infinite gradazioni di giallo e verde a perdita d'occhio, con incursioni di viola intenso sugli ultimi grappoli ancora appesi, nascosti tra le foglie.
Vi consiglio vivamente di andarci, per trascorrere una piacevolissima giornata e per acquistare un po’ di bottiglie in vista del Natale. Avrete solo l’imbarazzo della scelta: il Soave Classico, la Valpolicella, l’Amarone, il Lessini Durello e anche il loro olio -buonissimoraccolto tra i filari di ulivi che circondano le vigne.

La prima bottiglia di Ca'Rugate.